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E’ bello ciò che è bello o è bello ciò che piace? La magia del sorriso!

E’ bello ciò che è bello o è bello ciò che piace? Cos’è cambiato nel tempo? L’esigenza di estetica ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre maggiore nella vita sociale e nella vita di relazione delle persone, avvalorato e sostenuto dal grande interesse che i mass-media riservano a tale particolare argomento.

Comunemente si crede che l’aspetto del volto sia oggi molto più importante rispetto al passato. Il concetto di bellezza è influenzato da diversi fattori in quanto ogni essere umano possiede una propria percezione della bellezza e pertanto deve essere considerata in maniera estremamente individuale. Credo che il sorriso sia uno dei punti più importanti della realizzazione della bellezza del volto. Sono stata attratta da sempre da questa piccola zona del nostro viso a cui la storia della letteratura ha dedicato in passato tanta attenzione.

Nella sfera delle emozioni il sorriso è stato descritto come un Dio, è stato venerato e desiderato da ognuno di noi, ha assunto sembianze diverse a scelta del suo fedele, ha indossato la veste della tenerezza e quella dell’umiltà, del desiderio e del rimprovero, del perdono e della commozione, della lussuria e dell’amore. De Chamfort nel 700 diceva: la giornata più perduta di tutte è quella in cui non si è riso”. Il grande Chaplin, a distanza di un secolo e mezzo rispondeva :Un giorno senza sorriso è un giorno perso”, dando un’interpretazione più precisa e moderna dello stesso pensiero, dimenticando Leopardi che lo aveva preceduto affermando che “chi sa sorridere è padrone del mondo”. Ma è Faber che ci emoziona più di qualunque altro al mondo affermando che :”il sorriso non costa niente, ma dona ricchezza a chi lo riceve e non dura che un istante, ma nel ricordo di chi lo riceve può essere eterno”.

Sono fermamente convinta che il sorriso sia uno dei canoni della bellezza più rappresentativi.

Mi concentro sempre moltissimo sull’anatomia delle labbra e sull’aspetto dei denti quando devo intraprendere un progetto estetico mirato. Sicuramente il processo scientifico nel mondo della medicina permette di raggiungere risultati estetici notevoli, ma per quanto questi obiettivi possano essere indiscutibilmente soddisfatti, non sempre la tecnica appaga lo spirito e il più delle volte accomodamenti non sempre leciti richiedono compromessi psicologici che sono sinonimo di insoddisfazione.

PERCHE’ SI RICORRE AL RITOCCO ESTETICO? Ricorrere al ritocco estetico può essere sintomo di un disagio che con il bello ha ben poco a che vedere. A richiedere interventi estetici sono per lo più persone emancipate, che vivono afflitte dalla nostalgia e ossessionate dal bisogno di essere un esempio di perfezione. E’ una vera dipendenza, che come tale esprime un bisogno insoddisfatto di amore assoluto così totalizzante che non può essere sempre pagato. Non è altro che un’alterazione del concetto d’amore, che si esprime in una diffusa sensazione di frustrazione, che genera tristezza e altera la percezione obiettiva della propria in immagine. Nasce così la paradossale convinzione che abbellire il sorriso con un artificiale e virtuale ritorno di giovinezza possa far tornare ciò che non c’è più e la bocca è ciò che più rispecchia ed esprime il linguaggio dell’anima.

Tutti noi abbiamo assistito alla trasformazione dei volti di noti personaggi pubblici, trasfigurati dopo essere usciti dall’ambulatorio medico.

La progressione dell’età è in grado di alterare l’equilibrio estetico facciale, pertanto è assolutamente necessario un approccio multidisciplinare, che preveda la collaborazione tra le diverse branche della chirurgia orale, dell’odontoiatria e della medicina estetica, nonché della chirurgia plastica.

Un risultato estetico rappresenta oggi una necessità per il paziente ed un impegno professionale per il medico, perché si tende in tal modo al miglioramento del benessere e della qualità della vita dei nostri pazienti.

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